L'evoluzione storica della Fashion Week: l'impatto dei social media!




Come viene percepita oggi Fashion Week di Milano? La parola alle Blogger!

La #MFW 2014 si è appena conclusa e noi di CupoNation abbiamo deciso di raccogliere i pareri di alcune blogger in merito all'evento. Alcune di loro hanno vissuto la manifestazione "in prima persona" a Milano; altre hanno invece seguito le sfilate in streming da casa propria. Le domande che abbiamo posto alle ragazze sono le seguenti:

  1. "Cosa ti ha colpito maggiormente e/o eventualmente che cosa ti ha deluso in questa fashion week?"
  2. "Secondo te, com'è cambiata la fashion week di Milano negli anni? In quali aspetti questo evento si è evoluto?"

Partendo da queste domande come spunto, ecco dunque le opinioni, spesso contrastanti delle blogger che abbiamo intervistato.

Alessia Canella - Style Shouts

1) "La sfilata che maggiormente mi è piaciuta è quella di Philip Plein, sia per lo show che per la collezione. Le sfilate di Plein sono sempre molto d'effetto, anche quest'anno ha incantato tutti ricreando un mondo sottomarino, tra luci e colori, dove sfilavano le modelle avvolte in abiti a tunica ricchi di cristalli o dress d'ispirazione anni 50 con gonne al ginocchio e a ruota. Colori vitaminici e stampe tropicali. E dopo la sfilata? Tutti a tuffarsi in una piscina piena di polistirolo e a ballare fino al mattino al party dello stilista aperto a tutti".

2) "La fashion week è cambiata, da quango parte dello show si è trasferito dalle passerelle alle strade. Il momento più di bello di tutta la settimana è stato domenica, dopo la sfilata di Dolce e Gabbana le modelle sono uscite per le strade, alcune ancora con addosso gli abiti della sfilata, altre con delle grandi rose rosse tra i capelli. I fotografi sono impazziti, provate ad immaginare queste donne meravigliose tra i tram e le macchine di milano. Sembrava di stare in un set fotografico, un momento magico. Ma deve essere così. La moda nasce sulle passerelle, ma sulle strade di ogni giorno siamo noi ad indossare quei capi favolosi. Dall'ambiente asettico della passerella alle strade, coi loro colori".

Giorgia Scarpa - Gio's Blog

"Anzitutto, io sono del parere che la moda vada studiata, perchè è un'arte che merita rispetto. La fashion Week, che sia a Milano, New York, Londra o Parigi è l'evento dell'anno che tutti gli appassionati di moda aspettano con maggiore golosità. Vedere Le sfilate e le nuove collezioni dei tuoi brand preferiti. La curiosità di sapere quali saranno le nuove tendenze che poi invaderanno le strade e soprattutto il tuo armadio. Ma la FW è diventata anche un ritrovo di persone che si vestono di tutto punto e non vedono l'ora di farsi fotografare da qualche streestyler. Persone che si sentono parte integrante di quel mondo, solo perchè sfilano su quei marciapiedi. Persone che indossano cappelli di lana e pellicce al 20 di settembre, solo perchè pensano che durante quella settimana 'tutto è concesso'. Ecco un cosa in assoluto non condivido della settimana della moda ed è il presenzialismo ad ogni costo. Perchè Le sfilate si possono guardare anche in streaming sul PC , respirando il glamour e la bellezza, la creatività e la saggezza di quelle creazioni, comodi sul divano di casa con la copertina sulle gambe, con una tazza di latte e coco pops (con la piena consapevolezza di non avere più 6 anni ma che comunque solo a casa propria 'tutto è concesso')".

Marika Odoardi - La vie c'est chic

1) "Come non rimaner colpiti dal genio di Jeremy Scott, creare una collezione ispirata alla nostra amica d'infanzia è sicuramente una mossa vincente, e parla una che il rosa lo odia! Non mi sento di parlare di flop delle sfilate in quanto rientrano tutte nei miei standard, quanto più per lo streetstyle: sta diventando imbarazzante!

2) "Il made in Italy è sempre stato tra i migliori al mondo e la crescita è proprio in questo senso, sfruttare un punto chiave della nostra cultura a nostro favore. Il fatto che molte celebrities hollywoodianeaccorrano per le nuove collezioni è sicuramente un punto d'onore e di evoluzione rispetto al passato, un modo per ampliare gli orizzonti oltre il territorio Italiano".

Amanda Marzolini - The Fashionamy blog

1) "Seguo le settimane della moda tramite blog solo con The Blonde Salad per l'Italia e attraverso determinati blog esteri, alcuni siti web per addetti ai lavori che pochi conoscono ( ogni sito è in lingua originale) dove compaiono tutte ma proprio tutte le sfilate del mondo, alcuni magazine invece piu' noti. Per ora seguendo Chiara Ferragni a New York, sono colpita positivamente dalla sua interpretazione scenografica ma non eccessiva dei look e dal suo modo sorridente di raccontarsi tramite foto e video su IG (Come sempre del resto). E' top questo atteggiamento divertito da fashion blogger diventata influencer che vale per tutti gli show e le capitali , è sempre un flopavere il muso e lamentarsi che i piedi fanno male, o scrivere su fb le lamentele per non essere state invitate appunto alle sfilate. Questi meccanismi si ripetono per New York, Londra, Milano e Parigi.... Un'altra cosa che delude sempre tantissimo è l'invio di inviti impersonali per appunto eventi insignificanti legati alle FW milanesi. Preferirò investire i miei soldi un domani per eventi di ben piu' alta portata. Quello che cerco di seguire e che mi rallegra durante le FW è l' interpretazione divertita come ho detto dei personaggi e il racconto delle collezioni, gli scatti eleganti di street style. Mi annoiano molto le solite diatribe o i commenti sui look di chi si veste in modo strano (non è piu' una novità). Credo che se un domani parteciperò, preparerò alcuni look comodi con qualche accessorio scenografico, cercherò di scattare foto decenti alle sfilate, cercherò di godermi ciascuna città e porterò con me qualche persona simpatica per fare le foto, eviterò sempre di partecipare a show dove le pelliccie siano protagoniste per una questione personale di etica che spesso molti tradiscono. Forse me ne starò per i fatti miei perchè da blogger ho sempre lavorato in solitaria e do la mia fiducia a poche persone di questo ambiente".

2) "Sentendo raccontare della Fashion Week di Milano da addetti ai lavori che partecipavano anche negli anni '80 e '90, sento dire che un tempo le sfilate erano maggiormente selettive, e si respirava un aria un po' piu' consapevole del tutto, mentre ora davvero è sufficiente tartassare gli uffici stampa perchè anche il piu' dilettante e pasticcione dei blogger partecipi senza rendersi nemmeno conto del significato di eventi come le sfilate. Non biasimo il fatto che siano un'occasione per ritrovarsi tra amici blogger, ma certamente credo che si comprendano poco le collezioni e i loro temi, o il lavoro immenso che c'è dietro anche da parte di sarte e ricamatrici. A parte poche eccezioni come Chiara Ferragni, che dimostra sempre una sua interpretazione personale e un legame maggiore con i vari designer, la gran parte delle persone sfrutta questo momento solo come se fosse un infinito aperitivo, non tanto per capire il significato di parole come designer, direttore creativo, stilista sarto, o stilista artista o ancora disegnare una collezione. Io non posso poi dare un giudizio del tutto completo sulle sfilate, non avendovi mai partecipato, ma appunto preferisco essere piu' preparata per lanciarmi in queste avventure, dove occorre essere molto organizzati, e dove occorre investire molto tempo e denaro per sfruttare al meglio una settimana. Credo che però non vorrei cominciare da Milano, ma da Parigi, per mettermi piu' alla prova, perchè a Parigi poi c'è la mia stilista preferita Isabel Marant".

Desirèe D'Aloia - The Fashion Princess

"Considero, da sempre, la moda una forma artistica e come tale dovrebbe essere trattata e percepita. La moda va studiata, punto. E' troppo facile dire: 'amo la moda e me ne intendo!'. La fashion Week è l'evento più aspettato dell'anno e anche quello più ambito per tutti gli appassionati di moda. Partecipare alle sfilate di brand d'alta moda. Vedere in anteprima le tendenze che saranno in voga nella stagione successiva. Apprezzare e capire il lavoro di quelle persone che sono dietro a quei 15 minuti gloriosi. Questo è il significato e il vero senso della settimana della moda. Purtroppo non è più un evento così 'esclusivo' e selettivo come poteva esserlo anni fa. Tante, troppe persone riescono a parteciparvi, senza poi capire e apprezzare veramente quello che stanno assistendo, con l'unico scopo di poter dire 'io c'ero'. Quando tantissime altre persone, forse più meritevoli, sono costrette a guardare le sfilate in streaming da un pc. Le sfilate (di persone comuni) si sono spostate sui marciapiedi. Tutti muoiono dalla voglia di essere notati e fotografati da qualche streetstyler. Ecco come è cambiata la Fashion Week: è diventata più un modo per apparire."

Sarah Bianchi - Chic Neverland

"Per me la fashion week è sempre un'esperienza stupenda perchè faccio la blogger per passione, nonostante sia diventato una sorta di lavoro, quindi non c'è nulla che mi abbia deluso. Non posso dare un'opinione globale perchè purtroppo ciò che non sono riuscita a vedere dal vivo con i miei occhi (e di cose ce ne sono tante, il giorno in cui potrò assistere ad una sfilata di Prada, ahimè, penso sia ancora lontano) non sono riuscita a vederlo neanche al pc per mancanza di tempo, ma mi rifarò presto. Possò però dire che, essendo un'amante di Barbie e del rosa, la sfilata Moschino mi ha fatto davvero divertire (anche se ammetto che probabilmente non andrei in giro vestita totalmente con i look mostrati in passerella)".

Barbara Bozzoli - L'Armadio di Venere

"In questa fashion week ho amato come sempre la spettacolarità dell’evento: gente da tutto il mondo che invade la città, fashionisti con i look più strani pronti ad essere immortalati dagli scatti dei fotografi, troupe delle più importanti riviste posizionate fuori dalle sfilate per sentire i primi commenti direttamente da chi ha appena vissuto il fashion show. Ho amato varie collezioni, Moschino in primis e a seguire Alberta Ferretti,Blumarine ed Emilio Pucci. Le critiche da parte di chi non ha ottenuto nemmeno un invito poi ci sono sempre e lo trovo di cattivo gusto, non è da tutti poter vivere questo evento dal vivo e le sfilate si possono vedere attraverso molti altri canali come ad esempio in streaming via web".

2) "Di sicuro l’avvento dei social network ha reso la fashion week più pop, nel senso di popolare. Blogger e giornalisti pubblicano in tempo reale immagini delle sfilate, i commenti si possono leggere fin da subito sui profili di chi era presente all’evento coinvolgendo in questo modo molte più persone rispetto a dieci anni fa. Trovo che da qualche anno a questa parte si parli troppo poco delle passerelle in sé per dedicarsi sempre più a una sorta di gossip, se era presente o meno una certa persona, com’era vestita e quanto è rimasta. Io credo sia parte del gioco ma esagerando si perde di vista il vero motivo della fashion week: vedere le nuove tendenze del prossimo anno".